
Un conto bancario diventa inattivo quando si cumulano due condizioni: assenza totale di operazioni da parte del titolare per dodici mesi consecutivi e nessuna manifestazione presso l’istituto nello stesso periodo. Questa doppia condizione, stabilita dall’articolo L. 312-19 del codice monetario e finanziario, attiva un meccanismo normativo che molti titolari scoprono troppo tardi.
Costi di inattività su un conto inattivo: il limite e le sue elusioni
Il punto che gli articoli di pubblico interesse trattano sistematicamente riguarda la meccanica tariffaria applicata ai conti inattivi. Il decreto del 1° gennaio 2016 fissa il limite dei costi specificamente addebitati per inattività a 30 euro all’anno. Questo limite rimane in vigore e si applica a qualsiasi istituto di credito che opera in Francia.
Tuttavia, osserviamo una pratica comune: alcune banche dissociano i costi di inattività dai costi di gestione standard del conto. La voce “gestione del conto” non rientra nell’ambito del limite normativo. Un titolare può quindi vedere il proprio saldo eroso da voci tariffarie distinte, ciascuna tecnicamente conforme, ma il cui effetto cumulato supera di gran lunga la percezione che ha del limite legale.
Concretamente, un conto corrente lasciato inattivo con un saldo modesto può arrivare a zero in pochi anni, non solo a causa dei costi di inattività, ma per l’accumulo di commissioni di servizio, costi di gestione e prelievi limitati. Raccomandiamo di consultare tutti gli articoli sui conti inattivi per approfondire questi meccanismi tariffari spesso poco documentati.

Tempi di trasferimento alla Cassa dei depositi e prestiti
Il calendario normativo varia a seconda del tipo di prodotto e dello stato del titolare. Questa distinzione è la principale fonte di confusione nel trattamento dei beni inattivi.
Per un conto corrente il cui titolare è in vita, l’istituto bancario conserva i fondi per dieci anni dopo la rilevazione dell’inattività. Trascorso questo termine, il saldo viene trasferito alla Cassa dei depositi e prestiti (CDC). Il titolare ha quindi vent’anni in più per richiedere i propri beni. Oltre, i fondi sono definitivamente acquisiti dallo Stato.
I libretti di risparmio, i conti titoli e i prodotti di risparmio salariale seguono un limite di inattività più lungo: cinque anni senza operazioni né manifestazioni, contro dodici mesi per un conto corrente. Il trasferimento alla CDC avviene poi secondo lo stesso termine di dieci anni.
In caso di decesso del titolare, il meccanismo si accelera. L’istituto ha tre anni dopo aver preso conoscenza del decesso per trasferire i beni alla CDC. Gli eredi mantengono poi un diritto di restituzione per ventisette anni.
- Conto corrente, titolare in vita: 12 mesi di inattività, poi 10 anni in banca, poi 20 anni alla CDC
- Libretto di risparmio o conto titoli: 5 anni di inattività, poi 10 anni in banca, poi 20 anni alla CDC
- Titolare deceduto: 3 anni dopo la conoscenza del decesso, poi trasferimento alla CDC per 27 anni
Obblighi di informazione della banca verso il titolare inattivo
La legge Eckert impone agli istituti un obbligo di ricerca attiva. Ogni anno, la banca deve verificare se il titolare del conto è ancora in vita, in particolare interrogando il repertorio nazionale di identificazione delle persone fisiche. In caso di decesso accertato, deve informare gli eredi identificati dell’esistenza dei beni.
Sei mesi prima del trasferimento dei fondi alla Cassa dei depositi, l’istituto è tenuto a inviare una notifica al titolare (o ai suoi eredi) con qualsiasi mezzo a sua disposizione. Questa notifica deve specificare l’importo dei beni interessati e la data prevista per il trasferimento.
Di fatto, questo obbligo si scontra con un problema ricorrente: i dati del titolare non sono più aggiornati. Un trasloco non segnalato, un cambio di numero di telefono, e la notifica rimane lettera morta. L’assenza di risposta del titolare non sospende il processo di trasferimento.
Ricerca di beni inattivi tramite Ciclade: ambito e limiti
Il servizio Ciclade, gestito dalla Cassa dei depositi, consente di cercare beni già trasferiti. Il suo ambito copre i conti bancari, libretti di risparmio, conti titoli e contratti di risparmio salariale i cui fondi sono stati versati alla CDC.
La procedura avviene online. Il richiedente inserisce la propria identità (o quella del titolare deceduto se agisce in qualità di erede) e la CDC effettua un incrocio con la propria base. In caso di corrispondenza, la restituzione richiede la fornitura di documenti d’identità e, per le successioni, un atto di notorietà o un certificato di eredità.
- Ciclade copre solo i fondi già trasferiti alla CDC, non quelli ancora detenuti dalla banca
- I contratti di assicurazione sulla vita in abbandono rientrano in un dispositivo distinto (AGIRA) e non sono ricercabili tramite Ciclade
- La restituzione è gratuita, senza spese di dossier né commissioni

Il caso particolare delle cassette di sicurezza bancarie
Le cassette di sicurezza in affitto presso un istituto bancario sono anch’esse soggette al regime dei beni inattivi. Dopo dieci anni di inattività del contratto di locazione, la banca procede all’apertura della cassetta alla presenza di un ufficiale giudiziario. Il contenuto viene inventariato, liquidato se necessario, e poi i fondi vengono trasferiti alla CDC secondo il calendario standard.
I costi di affitto della cassetta continuano a decorrere durante il periodo di inattività e vengono prelevati dai beni del titolare, il che può ridurre significativamente il valore recuperabile.
Riattivazione di un conto inattivo prima del trasferimento alla CDC
Finché i fondi non sono stati trasferiti alla Cassa dei depositi, una semplice manifestazione presso l’istituto è sufficiente per riattivare il conto. Una connessione allo spazio online, una consultazione del saldo in agenzia o un bonifico in uscita interrompono il conteggio dell’inattività.
Raccomandiamo ai titolari di conti multipli di verificare almeno una volta all’anno ogni conto detenuto, compresi i libretti di risparmio dimenticati o i PEA poco attivi. La connessione allo spazio clienti è sufficiente come manifestazione ai sensi della legge.
Una volta trasferiti i fondi alla CDC, la restituzione deve passare obbligatoriamente tramite Ciclade. Il conto bancario originale viene quindi chiuso dall’istituto. Nessuna riattivazione è possibile dopo il trasferimento.